Università degli Studi di Siena
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Laboratorio Archeometrico

Dalla metà degli anni ottanta si era cominciato a costruire, presso il Dipartimento, un piccolo laboratorio archeometrico, dotato di elementari attrezzature per la microscopia, dove operavano prevalentemente ricercatori interessati allo studio sulle provenienze e sulla struttura dei materiali ceramici come dei materiali metallici. Con il tempo il laboratorio è cresciuto in attrezzatura ed in linee di ricerca. Si sono ampliate le aree di interesse e di ricerca propriamente archeometriche e di recente si è introdotto l’uso di analisi chimiche nello studio delle funzioni di aree archeologiche e di manufatti.


Dal 2002 ha preso avvio un progetto di schedatura dei manufatti metallici e delle scorie attraverso un database relazionale adatto a raccogliere i dati scaturiti dalle analisi archeometriche dei metalli. Nella sua costruzione le esigenze del laboratorio hanno orientato la ricerca verso due ambiti peculiari: la creazione di un catalogo di tipologie per le scorie metalliche e una scheda per la raccolta e la gestione dei dati scaturiti da analisi archeometriche di diversa natura. Le scorie, identificate da un numero progressivo e interno al sito di rinvenimento, sono descritte nella loro globalità mediante una serie di campi distribuiti in quattro interfacce all’interno delle quali vengono inseriti i dati relativi alla schedatura, alla collocazione del campione preso in analisi.


Nella terza interfaccia la scoria riceve una descrizione per classi di dati quali colore interno ed esterno, magnetica,  tapped, weathering, etc., mentre, per le indicazioni metallurgiche, la  microscopia ottica, la definizione del campione, etc., che necessitano di descrizioni più ampie dei dati precedentemente elencati,  sono stati creati campi descrittivi aperti.

Dall’ultima interfaccia è possibile legare i titoli della bibliografia di riferimento, utilizzata per la catalogazione della scoria.


La scheda archeometrica per i manufatti metallici è stata sviluppata per registrare tutte le analisi effettuate su ogni singolo campione. La scheda oltre a permettere la registrazione dei dati relativi allo schedatore, alla collocazione del campione e alla bibliografia, comprende tre sezioni appositamente implementate per la gestione dei dati derivanti da analisi chimico-fisiche.


L’interfaccia per lo schema delle sezioni accoglie un campo numerico in cui viene inserita la quantità di sezioni considerate sul campione e sulle quali sono state effettuate analisi;  è presente anche un campo contenitore, utile per l’inserimento di un’immagine precedententemente elaborata (solitamente si propende per un disegno schematico riportato su lucido), in cui vengono indicati i punti in cui passano le sezioni analizzate e la loro sigla di riconoscimento.


L’interfaccia per i dati descrittivi comprende campi per descrizioni estese e tre campi  per il colore,  la magnetica e il weathering, oltre a un campo per registrare i primi dati sulla datazione del campione.


L’interfaccia Analisi, in realtà, è stata pensata per rendere più intuitivo il lavoro di data-entry e  ricerca  dei dati. Nell’interfaccia è possibile inserire n sigle delle sezioni considerate e segnalare mediante campo basato su  valori  si/no se una o più delle possibili analisi sono state eseguite; le analisi contemplate sono: analisi metallografica, microdurezza, analisi chimica, termoluminescenza.


Ogni singolo campo per la segnalazione della presenza di dati relativi all’analisi, è stato reso interattivo tramite pulsante inserito nell’etichetta del campo, dal quale si accede ad una sottosezione,  un approfondimento dei singoli risultati delle analisi.


Per l’analisi metallografica, l’interfaccia è divisa in due parti: non-etched state ed etched state. Nella prima parte vengono inseriti  i dati relativi alle scorie, ai prodotti di corrosione, al fondente, alle linee di saldatura, mentre la parte inferiore permette di specificare i dati relativi alla microstruttura.


La sezione per la microdurezza prevede campi in cui specificare da uno a tre valori la microstruttura di riferimento, il valore durezza (HV), la funzionalità  ed eventuali osservazioni.


Nell’interfaccia Analisi chimiche possono essere registrate, oltre alla composizione chimica, informazioni derivanti da  Semiquantitative Spectrographic Analysis, Analisi SEM degli inclusi e specificare le percentuali di carbonio.


La termoluminescenza richiede unicamente un campo descrittivo.

Legato a tutto il record e non alle singole sezioni analizzate, è un modulo per la catastazione delle indagni a raggi-x. L’interfaccia permette descrizioni della macrostruttura del reperto e osservazioni sullo stato di conservazione,  specificandone il grado di ossidazione in atto,  l’individuazione delle bande di corrosione, ecc.

Per maggiori informazioni consulta il sito del laboratorio:

http://archeologiamedievale.unisi.it/NewPages/lsaa/archeometrico.html