Università degli Studi di Siena

LIAAM > Database management applicato in ambito archeologico

Il database management applicato in ambito archeologico presenta caratteristiche particolari rispetto ai più diffusi ambiti di implementazione dei sistemi di archiviazione digitale. I dati prodotti dalla ricerca sono molto più dinamici e mutevoli rispetto ai contesti applicativi più tradizionali (gestione contabilità, banche dati amministrative, ecc.) e, al contempo, necessitano di un’architettura molto più complessa e dettagliata.


Le prime esperienze di database management presso l’attuale LIAAM (Area di Archeologia Medievale dell’Università di Siena) risalgono alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, quando si iniziò a gestire in digitale i dati alfanumerici provenienti dalle indagini territoriali e dagli scavi. Fin dall’inizio il DBMS utilizzato è stato FileMaker Pro che, grazie alle sue caratteristiche di grande facilità d’uso unite ad una discreta potenza di trattamento delle informazioni, rappresenta ancora oggi lo strumento principale per la gestione delle nostre banche dati. Dai primi anni ’90 del secolo scorso si è cominciato a progettare database basati sul modello relazionale, inizialmente riservate alla gestione complessiva delle schede prodotte da un’indagine stratigrafica (US, reperti, strutture, ecc.) e quindi esteso ad altri contesti applicativi attraverso la progettazione e realizzazione di soluzioni dedicate.


Coerentemente ai nostri propositi di gestione globale delle informazioni archeologiche, dal 1999 si è iniziato lo sviluppo di un nuovo sistema di archivi che fosse in grado di ospitare tutte le classi di dati prodotti dalle indagini sul campo (essenzialmente scavi, interventi di archeologia urbana e ricognizioni sul territorio) e in laboratorio (analisi dei reperti, tipologizzazione delle informazioni, repertorio bibliografico, schedatura da edito, ecc.). Nasce così il DBMS Carta Archeologica, organizzato su un’architettura aperta e modulare progettata secondo gli schemi entità-relazione e suddivisa in contenitori, librerie e moduli. Attualmente è composto da oltre 60 tabelle complessive, per un totale di circa 500.000 record (oltre 14.000 siti archeologici censiti a livello nazionale, dei quali circa 11.500 in Toscana). La banca dati risiede su un server del LIAAM (le ultime versioni del software FileMaker Pro implementano buone capacità di gestione all’interno di architetture client/server, destinate sia ad un uso su reti geografiche o locali, sia alla pubblicazione web) ed è utilizzata dai ricercatori che hanno accesso alla rete geografica dei poli del progetto “Paesaggi Medievali”: il LIAAM di Siena, i laboratori del corso di laurea in “Conservazione, gestione e comunicazione dei Beni Archeologici” con sede a Grosseto, il Parco Archeologico e Tecnologico di Poggio Imperiale a Poggibonsi. Lo strumento è in continua evoluzione per adattarsi alle necessità che la ricerca di volta in volta impone; permette agli archeologi che ne usufruiscono di avere a disposizione un DBMS che gestisce in modo agile e intuitivo la maggior parte dei dati prodotti.


Nell’economia di gestione del dato si è ritenuto opportuno non “forzare” troppo il grado di dettaglio delle categorie informativa più particolari all’interno della banca dati principale, onde evitare un appesantimento strutturale troppo marcato. A questa si aggiungono quindi una serie di archivi specifici (si pensi ad esempio alle banche dati delle foto aeree oblique, ad alcuni dettagli richiesti dallo studio delle architetture, alle analisi archeometriche, ecc.), usati da singoli ricercatori che necessitano di strumenti per archiviare e analizzare in modo più approfondito dati che hanno un minore interesse generale, ma presentano potenzialità particolari per cui la perdita di dettaglio nella registrazione non sarebbe tollerabile.


Infine, da quest’anno si è iniziata una migrazione del DBMS Carta Archeologica  FileMaker Pro ad un ambiente sotfware di fascia alta (PostgreSQL), ai fini di integrare all’interno del nostro sistema di gestione anche il dato grafico georeferenziato e tutti i documenti multimediali (essenzialmente foto e filmati, finora gestiti attraverso database dedicati, residenti in locale o, in parte, con acesso da web). Il passaggio descritto ci garantisce inoltre piena compatbilità con altri DBMS di fascia alte, diffusi nelle amministrazioni locali e negli enti preposti alla tutela e valorizzazione dei beni culturali. Vista la mole di dati accumulata e la complessità delle architetture sviluppate, il lavoro sta richiedendo un notevole sforzo progettuale e un impegno elevato in termini di tempo; contiamo di completare il nuovo DBMS nel corso del 2006.

Progetti in corso

DBMS Carta Archeologica

Siti archeologici:

14.332 siti archeologici censiti a livello nazionale dei quali

11.789 siti archeologici censiti in Toscana

Dati stratigrafici: 15.307 record

Scavi: 18

Aree: 89

Settori: 183

Quadrati: 124

Periodi: 63

Fasi: 151

Strutture: 282

Attività: 110

US: 13.525

USM: 780

Reperti: 105.457 record

Reperti ceramici: 32.778

Reperti vitrei: 19.215

Reperti metallici: 28.969

Repertianatomici umani: 2.748

Ossa animali: 24.768

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