La gestione dei contesti urbani mediante sistemi GIS ha avuto inizio, all’interno del LIAAM, nel 1999, utilizzando l’applicativo MacMap.
Nella definizione di un GIS destinato ad accogliere le informazioni utili a descrivere lo spazio urbano sono stati riproposti gli stessi principi e gli stessi obiettivi fissati per il GIS dello scavo archeologico: l’inserimento globale dei dati, l’oggettività nella traduzione digitale, la costruzione di un modello dati funzionale, la riproduzione fedele e graficamente affidabile.
Anche qui l’obiettivo è realizzare uno strumento di archiviazione, ricerca, analisi e tutela dell’intero patrimonio presente all’interno del nucleo urbano.
In questo caso, l’aspetto più complesso è rappresentato dalla raccolta delle informazioni utili a ricostruire la realtà urbana e dall’individuazione delle fonti necessarie a censirle. La città è lo spazio pluristratificato per eccellenza; nella formazione del tessuto urbano sono intervenuti fattori di natura eterogenea. Vagliamo quindi fonti estremamente variegate quali quelle archeologiche, storico-archivistiche, storico-artistiche, le cartografie storiche ma anche documenti tecnici come i recenti piani regolatori, gli interventi edilizi moderni, le grandi ristrutturazioni effettuate nell’ultimo secolo. Questo carattere interdisciplinare si concretizza in una banca dati dove si integrano diverse competenze: il GIS rappresenta uno strumento con cui dare a dati tipologicamente difformi, ma relazionabili ad una stessa realtà, una veste informatica uniforme che ne garantisca l’integrazione.
Trattandosi di un database cartografico, il principio di fondo è che ogni informazione venga tradotta in “oggetto” con una forma geometrica definita ed una georeferenziazione affidabile; l’elemento topografico diventa così mezzo di condivisione di dati. Un sistema così definito rappresenta una risposta concreta di integrazione dei dati ed è in grado di consentire la compilazione di una piattaforma GIS della città capace di supportare la ricerca multilivello.
L’eterogeneità delle informazioni e delle fonti da cui vengono dedotte rende necessario strutturare un modello dati ed un sistema di attributi che garantisca una corretta valutazione del patrimonio inserito. La rappresentazione areale (tramite grafo puntiforme) viene applicata qualora si debba visualizzare rinvenimenti o informazioni non georeferenziabili con esattezza. I rinvenimenti con esatta ubicazione vengono invece perimetrati, georeferenziati e riprodotti nella loro reale consistenza. Gli aspetti interpretativi, le ipotesi ed i tentativi di ricostruzione del tessuto urbano non possono essere sempre tradotti come attributi: rappresentare correttamente un edificio ipotetico o un percorso ipotetico di un circuito murario non è meno importante che riportarne su carta uno effettivamente esistente. E’ per questo motivo che entrambi i tipi di dati (reali o ipotetici) convergono nella base: per evitare fraintendimenti dichiariamo però la diversa natura dei dati attraverso l’attribuzione a categorie informative distinte. Allo stesso modo assegnamo codici di affidabilità relativi all’attendibilità delle fonti.
Un altro aspetto affrontato in fase di progettazione riguarda la dimensione diacronica dello spazio urbano e la definizione delle singole unità secondo criteri univoci. Una città registra infatti, nel tempo, varie modifiche nella destinazione o nella struttura topografica dei suoi spazi e dei vari edifici.
Oltre agli aspetti prettamente fisici del territorio e quelli stratigrafici, le piattaforme accolgono anche gli aspetti topografici, l’edito archeologico, le indagini archeologiche di tipo non distruttivo, le informazioni archivistiche, le ipotesi interpretative e le analisi sugli elevati.
Le carte tematiche prodotte combinano i dati catastati evidenziandoli, mediante cromatismi, rispetto all’attuale spazio abitato: si tratta di elaborati semplici da attuare ed efficaci per lo studio e per la comunicazione dello stato delle conoscenze. L’integrazione della dimensione attuale con quella passata si dimostra un utile strumento di tutela e di produzione di carte di rischio e al tempo stesso permette di presentare in maniera immediata la storia della città anche ad un pubblico di non addetti. Operare sulla conformazione contemporanea della città, ossia su un contesto che possiamo facilmente riconoscere, è necessario per proteggere il patrimonio e quantificare il danneggiamento di eventuali depositi.
Lavorando su un contesto urbano bisogna inoltre tenere presente che si agisce su una realtà pulsante in continuo movimento; per essere funzionale la piattaforma quindi viene continuamente aggiornata con un lavoro costante di registrazione delle evidenze e di monitoraggio dello spazio interessato.