Università degli Studi di Siena

Castel di Pietra - Le monete

L’indagine archeologica condotta a Castel di Pietra ha restituito per il momento 338 monete. Il maggior numero di esemplari, ben 187, proviene da un’unica unità stratigrafica corrispondente ad un pozzo di butto, dove l’uso del setaccio ha permesso di individuare gran parte dei pezzi.










Immagini delle due facce del grosso in argento coniato presso la zecca di Lucca.

Per il momento il materiale numismatico è esclusivamente moneta piccola in mistura, coniata in zecche toscane come Pisa, Siena, Lucca, Arezzo, Massa Marittima e Firenze e inseribile in un arco cronologico compreso tra la fine del XII e il XVI sec. La moneta di maggior pregio è rappresentata da un grosso in argento di Lucca.

I denari piccioli erano comunemente impiegati per gli acquisti quotidiani di generi alimentari ed altri prodotti di relativo valore; solitamente il circolante veniva tenuto in piccoli sacchettini di cuoio legati alle cinture delle vesti.

Tecnica di fabbricazione
Il procedimento per la fabbricazione della moneta medievale, che avveniva all’interno dei locali della zecca, si divideva in due momenti essenziali: la produzione del tondello e la sua coniazione.

Il tondello veniva prodotto ritagliando una lastra, in lega di rame e argento, in strisce di poco più piccole del diametro dei coni; successivamente le strisce venivano divise in piastrine quadrangolari alle quali erano asportati i quattro spigoli e poi martellate sui bordi, per ottenere una forma il più possibile circolare.
Prima della coniazione vera e propria gli incisori, con bulini e punzoni diversi, operavano sui due coni le raffigurazioni e le legende. I coni erano di due tipi: quello di ‘incudine’ fisso, e quello di ‘martello’ mobile.

Nomenclatura delle parti della moneta
La moneta si divide in due parti fondamentali , il dritto e il rovescio; nel dritto si trova solitamente la denominazione dell’autorità emittente, e nel rovescio i simboli o la rappresentazione del Santo Protettore, raffigurato con la destra alzata nell’atto di benedire e con il pastorale nella sinistra.
In ognuna delle due facce abbiamo il campo, cioè la superficie interna riservata ai simboli, ed il giro dove si trova la legenda, che è la parte scritta della moneta. Le linee che dividono il campo ed il giro vengono comunemente chiamate circoli o corone e possono essere rigate, perlinate o lineari.