Università degli Studi di Siena

Castello di Donoratico - Lo scavo - XIV e XV secolo

Nel primo cinquantennio del secolo si registra ancora una certa vitalità dell’insediamento. All’interno delle abitazioni del borgo si ridefinirono nuovi piani pavimentali (totalmente in mattoni nel caso di un ambiente adibito a magazzino, in prossimità dell’area sommitale).

Nella cinta inferiore furono effettuati interventi mirati a fortificare le strutture preesistenti, costruendo in alcuni tratti dei muri a scarpa addossati al circuito murario.


All’interno dello spazio antistante la prima abside si continuò a inumare nuovi individui in fosse terragne, rialzando ulteriormente il piano di calpestio.


In base ai dati sinora acquisiti dalle indagini antropologiche ancora in corso, negli individui adulti appartenenti a questo gruppo si riscontrano elementi in comune relativi a caratteri fisici e al tipo di nutrizione.

L’età media di morte sembrerebbe collocarsi tra i 40 ed i 45 anni.


E’ intorno agli ultimi decenni del secolo, iniziando dalle abitazioni poste ai margini del borgo, addossate al tratto sud-ovest della cinta, che si registrano i primi abbandoni.
Negli edifici posti nei terrazzamenti sottostanti l’area sommitale l’uso degli ambienti interni come stalla o magazzino si protrasse invece sino ai primi decenni del XV secolo.

Particolare di un'inumazione in fossa terragna

In contemporanea a questo graduale processo di abbandono, alla fine del XIV secolo, nel preesistente pavimento in cocciopesto della chiesa furono tagliate fosse per la sepoltura di più individui. Questo uso si prolungò sino nei primi decenni del XV secolo, quando la chiesa divenne ormai inutilizzabile a seguito del crollo del tetto. Le ultime inumazioni furono ricavate scavando delle fosse proprio nel crollo della copertura.
Alla metà del XV secolo l’insediamento doveva essere quasi totalmente abbandonato ad eccezione di una sporadica frequentazione nelle aree intorno alla chiesa.

Pavimentazione in mattoni di un magazzino