Università degli Studi di Siena

Castello di Donoratico - Lo scavo - X secolo

Alla seconda metà di questo secolo si colloca un’importante ridefinizione dell’assetto insediativo. Venne infatti costruito un muro di cinta in pietra legato da malta di calce che si estendeva lungo i margini dell’intero pianoro sommitale e di cui rimangono a testimonianza numerosi lacerti nei tratti sud-ovest e sud-est del circuito.


Mentre all’interno della cinta si continuava ad abitare in capanne lignee (come attesta il ritrovamento di buche di palo databili a questa fase) nella zona sommitale, vicino alle successive torri signorili, fu edificata una chiesa provvista di un’unica navata monoabsidata.


L’edificio religioso, di ridotte dimensioni (m. 12,20 x m. 5,20) aveva l’abside orientato a nord-ovest e la facciata principale a sud-est. Delle originarie architetture rimane oggi traccia nel lato perimetrale ovest (conservato per l’altezza di circa un metro), nell’abside, nella facciata successivamente rasata poco sopra le fondazioni e in parte del lato perimetrale est.



Rilievo della Chiesa in corso di scavo

In blu la Chiesa di metà X secolo.

I resti testimoniano l’uso della pietra e malta di calce associabile alla presenza di gruppi di maestranze che lavorarono ed apparecchiarono le murature con tecniche diverse, indicative di una maggiore e minore specializzazione.


Un pavimento con lastre in calcare di medie e piccole dimensioni (di cui è conservato un ridotto lacerto) copriva l’area interna dell’edificio a cui si accedeva da un ingresso posto nel lato est. Le successive trasformazioni non permettono di verificare le caratteristiche architettoniche dell’area interna absidale.