Università degli Studi di Siena

L'indagine archeologica: la longhouse ed il cimitero altomedievale

La longhouse

Il grande edificio, tipo longhouse (nome con il quale gli archeologi hanno indicato tali tipi di strutture in coevi insediamenti dell’Europa settentrionale) aveva forma di barca.


Era una struttura accuratamente pianificata, con un lato seminterrato e dimensioni di 17 x 8,5 m, occupante quindi uno spazio di circa 144 mq. Venne costruita scavandone la pianta sul terreno vergine in corrispondenza del lato lungo sud e dei lati brevi; per la parte nord fu sfruttato lo spazio che precedentemente ospitava altre capanne. Aveva uno scheletro in armatura di pali ed elevati in terra.


Mostra una suddivisione in tre ambienti: zona domestica, zona magazzino, zona ad uso misto. L'ambiente domestico presentava un focolare ricavato su una base quadrangolare di terra vergine sormontata da un'incastellatura di almeno tre pali.

A breve distanza veniva lavorato il grano come prova la macinella impiantata sul piano di calpestio. Una fila di paletti posta in orizzontale nella zona ovest separava poi lo spazio domestico dall'ambiente destinato a magazzino, dove liquidi e derrate alimentari venivano conservati in contenitori ceramici di grandi dimensioni alloggiati in buche poco profonde; i grani erano invece accumulati in due silos di forma cilindrica. Il tetto, in paglia o altro materiale vegetale, era a doppio spiovente.
Qui viveva il signore, proprietario dell’azienda.

Le altre capanne
Le capanne destinate alla popolazione erano diverse e di dimensioni più ridotte. Sono riconoscibili tre tipi di edificio: a pianta rettangolare, a pianta circolare ed a pianta ellittica.
Le capanne rettangolari, avevano un’estensione di circa 33 mq e dimensioni medie intorno ai 6,9 x 4,8 m. La struttura portante era costituita da un allineamento centrale e da pali perimetrali piuttosto regolari che denotano una buona qualità delle tecniche costruttive.
Le capanne circolari con struttura in armatura di pali avevano diametro di poco superiore agli 8 m. Risultano essere state perimetrate da pali di grandi dimensioni, con diametro medio intorno a 45 cm, posti a distanza più o meno regolare di circa 150 cm; non possediamo tracce del materiale impiegato negli elevati tranne che pochissimi frustoli di intonaco e veli di polvere tipo gesso-legante sabbioso che fanno ipotizzare un incannicciato rivestito di terra intonacata. Il tetto, in paglia, doveva avere forma di un cono molto largo con armatura di travi tenuti insieme da legacci vegetali e puntoni in legno. Il piano di calpestio era in terra battuta poggiante su un vespaio di pietre in assetto caotico spesso circa mezzo metro, l'ingresso era invece aperto a nord ovest.

Le capanne di forma ellittica erano di piccole e medie dimensioni: occupavano uno spazio variabile fra 20 mq e 52-53 mq circa. I pali perimetrali erano inseriti all'interno di una canaletta scavata nel terreno, gli elevati realizzati con pali di medie dimensioni e la canaletta (un tracciato con larghezza variabile tra 28-30 cm), ospitava anche terra di riempimento e pietre a zeppa. L'assenza di chiodi conferma ancora un largo impiego di legacci vegetali e puntoni. La copertura era a doppio spiovente e sorretta internamente da pali con diametro di 25-30 cm, alternati a paletti con diametro di circa 15 cm, collocati sia regolarmente lungo il limite del battuto sia con disposizione caotica verso il centro. In altre parole il tetto veniva eretto sui pali più grandi destinati a sopportare il peso maggiore e rinforzato lateralmente. In alcuni casi erano dotate di un focolare interno sottoforma di punto di fuoco appoggiato sul battuto.

Il cimitero e la popolazione
E’ stata riconosciuta parte di un’area cimiteriale collegata all’insediamento altomedievale. Si tratta di 118 sepolture, alcune mal ridotte, che mostrano il carattere di una popolazione impegnata prevalentemente nei lavori della campagna.
Si trattava di un'area cimiteriale ordinata e strutturata, sebbene si facesse poca attenzione al rimescolamento di resti osteologici pertineti a vecchie e nuove inumazioni. Le sepolture non sono distribuite omogeneamente, sembrano piuttosto formare dei gruppi di dimensione variabile, con spazi vuoti fra un gruppo e l'altro; l’inumazione volontaria degli individui in spazi dove già erano presenti altre sepolture potrebbe implicare una parentela o comunque un criterio preciso di raggruppamento.
Tutte le inumazioni erano distese e supine, con uno o entrambe le braccia raccolte sul corpo (di solito sull'addome) ed orientate con la testa a nord. Non si è rinvenuto alcun tipo di corredo funerario e nessuna traccia di bare.
Le analisi paleoantropologiche e paleopatologiche hanno mostrato che il tenore di vita degli abitanti era pressoché uniforme; inesistenti sono le morti violente e molto rari i traumi. Il 45% circa degli uomini e delle donne moriva tra i 25 e i 35 anni di età ed avevano lavorato duramente per tutta la loro esistenza come dimostrano le patologie collegate al tipo di attività svolta. Erano di costituzione robusta e di alta statura.
La famiglia contadina media era rappresentata da un uomo alto 175,5 cm e da una donna alta 163 cm. Il numero dei figli non è precisabile ma sappiamo che erano avviati al lavoro prima dei 15 anni, contribuendo quindi fin da piccoli all’economia del nucleo. La vita si svolgeva in condizioni ambientali poco salubri causando alle persone forti dolori artrosici e reumatici. Erano spesso soggette a malattie infettive che colpivano soprattutto la superficie delle ossa, mentre molto rari sembrano essere stati i tumori.
La dieta quotidiana si basava su cibi non raffinati e carenti di minerali, quali calcio e ferro; tali deficit portavano in oltre il 40% degli individui ad anemie benchè non gravi. Talvolta questa patologia, come nel caso della iperostosi porotica, può essere ricondotta anche a parassitosi. I denti, molto consumati, venivano colpiti da tartaro anche sotto le gengive (causandone la caduta) e mediamente da circa due carie.
L’intera famiglia era impegnata in un'attività lavorativa che sollecitava tutto il corpo con una prevalenza nei maschi per la parte inferiore della colonna vertebrale. Il fatto che camminassero molto indica che i campi erano disposti al di fuori dell’area del villaggio ed in alcuni casi anche ad una certa distanza. Non si doveva disporre di animali di grossa taglia poiché l’aratro sembra essere stato trainato dalle persone. Anche attrezzi e prodotti dei campi erano trasportati dall’uomo come mostrano il 36% dei radii con impronte muscolari molto marcate e le entesopatie del bicipite; l’ipertofia di queste inserzioni suggerisce un’attività frequente di sollevamento di pesi e di trasporto di carichi con gomiti flessi