Università degli Studi di Siena

L'indagine archeologica: la zona di Poggibonsi tra X secolo e metà del XII secolo

La storia conosciuta della zona, prima degli scavi archeologici, ha inizio con la fondazione nell'altomedievo del monastero di San Salvatore a Marturi. le cui vicende sono ignote sino dalla rifondazione di San Bononio del 998. L'abbazia, in questo anno, fu dotata da Ugo di Toscana di numerose proprietà; dalla dotazione veniamo così a sapere che era fondata nel castello di Marturi anch'esso trasferito ai monaci.
La proprietà demaniale ed i beni allodiali detenuti dalla casata marchionale di Toscana, la politica patrimoniale del monastero stesso, il flusso di merci e persone che comportava la presenza di un importante diverticolo della via Francigena in funzione probabilmente dalla fine del X secolo, favorirono una sensibile crescita della rete insediativi; ad essa si legò anche lo sviluppo di un villaggio aperto più a valle, noto con il toponimo di Borgo Marturi (odierno Poggibonsi).

Il passaggio della via Francigena, caratterizzava lo sviluppo e la politica economica di questa parte del territorio valdelsano. In merito all'importante direttrice viaria, è stato ricostruito un itinerario principale in funzione già alla fine del X secolo e con andamento parallelo ai corsi dell'Elsa e dello Staggia che, proveniente da Lucca, toccava San Gimignano, S.Martino ai Fosci, Campiglia, Boscona, Pieve d'Elsa e Badia a Isola, raggiungendo poi Siena.
L’estesa collina che sarà scelta per edificare il castello di Poggio Bonizio era posto su uno dei diverticoli del tracciato principale (la Francigena di fondovalle, già frequentata nell'XI secolo) proveniente da Lucca-Certaldo, diretto verso Siena costeggiando la riva sinistra dell'Elsa e dello Staggia; un nodo stradale di grande importanza al quale si collegavano alcuni dei maggiori raccordi toscani.
La crescente importanza che tale angolo della Val d'Elsa assunse nel corso dei secoli XI e XII, la sua posizione strategica al confine meridionale del contado fiorentino, la forte base patrimoniale qui detenuta da Guido Guerra (fedele all'autorità imperiale nonchè figlio adottivo della contessa Matilde di Toscana) e, non ultima, la probabile ricerca di autonomia dalla giurisdizione spirituale del vescovo fiorentino operata dalla pieve di Marturi, portarono ben presto Firenze ad intervenire.
Nel 1155 le milizie fiorentine attaccarono la zona e distrussero il castello di Marturi. L'azione ostile di Firenze s'inseriva nel quadro di una forte inimicizia tra la città ed i Guidi, che dette luogo a numerosi scontri anche in altre aree toscane. Come conseguenza dell’attacco a Marturi, il conte Guido ed i senesi decisero la costruzione del castello di Poggio Bonizio sulla collina di fronte al monastero, superfjci che, dalla metà del X secolo, restituiscono indicatori archeologici ben databili che attestino la frequentazione dell’area. Questo dato può essere spiegato in due modi: ipotizzando l’abbandono dell’insediamento oppure l’assenza di indicatori archeologici è dovuta alle grandi operazioni svolte per la costruzione e per le successive ristrutturazioni di Poggio Bonizio.