Università degli Studi di Siena

Già nei primi anni di vita, Poggio Bonizio fu dotato di una grande chiesa a tre navate divise da due file di cinque pilastri, con abside quadrangolare, estesa almeno 19 x 40 m. In prossimità di quella che doveva essere la facciata, andata distrutta a seguito di interventi moderni, è stata rinvenuta una fornace in mattoni per la fusione della campana secondo la tipologia descritta da Teofilo nel XVII secolo.
Il campanile, di forma quadrata, era adiacente la navata sinistra.


Al suo interno sono state rinvenute delle sepolture di tipo “privilegiato” mentre un piccolo cimitero con tombe in travertino o in mattoni si estendeva all’esterno.

Al momento della costruzione, nelle fondazioni venne inserito un bicchiere in vetro con intenti propiziatori. Era presente anche un ossario esterno al muro absidale est.

Al lato opposto della collina sorgeva invece una grande cisterna comunitaria posta al centro di una piazza lasticata. Di questa grandiosa cisterna parlò per la prima volta Francesco Pratelli nella sua "Storia di Poggibonsi" che poté osservarla mentre nell’Ottocento i contadini della Fortezza continuavano a riempirla con i sassi trovati nei campi.

Dopo il definitivo interramento se ne era persa completamente traccia sino al suo rinvenimento durante la campagna di scavo del 1993.
La cisterna è costruita con conci del locale travertino e la camera di raccolta delle acque ha una pianta circolare del diametro di 5,20 m coperta da una volta a cupola sempre in pietra. Attualmente, a causa del crollo parziale di quest'ultima e delle pietre di cui è riempita, la cisterna è quasi totalmente interrata ed il suo paramento murario al di sotto dell'imposta della volta è visibile solo per un'altezza di circa cinque metri.


La muratura presenta una posa in opera regolare con conci di medie e grandi dimensioni perfettamente squadrati e spianati in superficie con un attrezzo a lama piana. Poco al di sotto dell'imposta di volta sono visibili una serie di buche legate alla muratura funzionali alle impalcature di cantiere necessarie per la costruzione della volta. Sul lato ovest si conserva invece l'unico elemento visibile che si connetteva con il sistema di approvvigionamento delle acque: una canaletta in pietra legata alla muratura che, per posizione ed inclinazione, è da ritenersi funzionale all'apporto di acque meteoriche all'interno della camera.