Università degli Studi di Siena

Processando i dati nella piattaforma GIS dello scavo si è potuto ipotizzare il numero delle case a schiera presenti sulla collina.

Con certezza possiamo contare almeno 15 case a schiera sul lato ovest e 14 sul lato est; se la maglia dimostrerà (come sembra) continuità spaziale siamo in grado di proporre per il quartiere ovest un numero massimo di 30 case a schiera e per il quartiere est un numero massimo di 36.

Gli edifici si disponevano all'interno di un quartiere almeno su due file; la prima fila composta da case più grandi che si affacciavano sulla strada, la seconda fila da case con dimensioni più piccole in coincidenza del lato est (dove la collina ha andamento più irregolare e curvilineo).
Nel quartiere est sembra cessare la doppia fila di case avvicinandosi alla chiesa di Sant’Agnese.

Qui, la stessa curva di livello che demarca la zona caratterizzata da una sola fila di case, posizionava anche l'edificio religioso in posizione dominante.

Alla fine del XII secolo, si verificò un evento traumatico nella vita di Poggio Bonizio.
La parte settentrionale della collina, a seguito di uno smottamento del terreno, subì gravi danni; le case a schiera in questa zona crollarono parzialmente e, allo stesso modo, un lungo tratto della cinta muraria andò distrutto.

I muri superstiti e gli stessi livelli di vita antichi mostrano la presenza delle profonde lesioni prodotte dalla frana.

Le cause possono essere imputabili ad un evento naturale: un terremoto, che le fonti cronachistiche toscane documentano in questo periodo con epicentro ad Arezzo (scossa del 6 grado della scala Mercalli); oppure ad uno smottamento del terreno provocato da ripetute infiltrazioni d’acqua piovana combinato alla mole imponente degli edifici costruiti sul versante.