Università degli Studi di Siena

L'indagine archeologica: Poggio Bonizio nel XIII secolo, una quasi città

L'aspetto del grande castello iniziò ad evolvere verso la fine del XII secolo, proprio gli anni in cui si andava formando il comune (sono infatti attestati nelle fonti archivistiche consoli e podestà).

Alla trasformazione politico-istituzionale seguì una trasformazione urbanistica con lo sviluppo di un esteso borgo fuori dalle mura suddiviso in almeno quattro, forse cinque, contrade.

Gli effetti materiali del passaggio da nucleo signorile a organizzazione di tipo comunale si leggono nella formazione di un mercato e di una zona di servizi per i viaggiatori in transito sulla Francigena. Poggio Bonizio era un centro in marcato sviluppo, dotato di almeno tre chiese; una comunità in continua crescita con una popolazione caratterizzata da intraprendenza imprenditoriale, impegnata in una vasta gamma di attività artigianali

.Le ulteriori trasformazioni a cui andò soggetto il centro, rappresentano la testimonianza di uno sviluppo costante e l'adeguamento della funzionalità degli spazi alla nuova realtà demografica ed economica di una fiorente comunità.
Una delle caratteristiche principali dell'insediamento, cioè la grande attenzione alle acque, deve essere letta in un'ottica di impianto urbano regolato, ben progettato ed eseguito da maestranze di rilievo. Le cisterne rinvenute, la presenza di murature più antiche (attribuibili alla prima fase di Poggio Bonizio) rilevate nel complesso Fonte delle Fate, le notizie dei cronachisti sulle numerose fontane presenti nel villaggio (da Villani a Fra' Mauro da Poggibonsi), non ultime le testimonianze di Ciaspini e Pratelli sulla galleria in gran parte murata che si dipartiva dalla stessa Fonte delle Fate in direzione della collina (quindi verso la grande cisterna), lasciano facilmente ipotizzare l'esistenza di una accurata rete di bottini.