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Le strutture emerse nello scavo archeologico mostrano, per questo periodo, i profondi cambiamenti che avvengono nel tessuto urbano conseguenti anche al costante aumento di popolazione.
Si riorganizza la viabilità; le lunghe case a schiera costruite nella seconda metà del XII secolo sono trasformate in un quartiere artigianale ed in case più piccole, disposte su due piani, dotate di corte, spesso lastricata, con piccole cisterne o pozzi.
Si regola la crescita delle abitazioni destinando spazi ben precisi e delimitati da bassi muri a nuove edificazioni. Il borgo, di forma regolare, è quello che è stato individuato, assai prima dellinizio dello scavo, attraverso lelaborazione al computer di fotoaeree.
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Nel corso del XIII secolo fu rifortificata la parte sommitale del villaggio e vennero allargate le difese dell'intera collina includendo parte dei borghi, fra i quali il borgo di Vallepiatta con la sua monumentale fonte, oggi nota come Fonte delle Fate.
Poggio Bonizio doveva avere allora unestensione di 12 ettari circa ed una popolazione che, includendo gli abitanti esterni alle mura, oscillava fra 5.000 e 7.000 persone.
Il castello, atipico e monumentale sino dagli inizi, era connotato di un DNA urbano che poi ebbe quindi unevoluzione in tempi brevi. Con la sua immediata ascesa vide svilupparsi unattivissima classe imprenditoriale formata da commercianti, cambiatori ed artigiani.
Mostra in questi anni un'economia polivalente, dove il terziario si accompagnava allagricoltura, con mestieri spesso organizzati in corporazioni. Nei documenti sono citati il 'consul fabrorum', il 'consul calzolariorum', il 'consul mercatorum', il 'consul pizzicariolorum', il 'consul cambiatorum' ed una gamma di attività molto articolata .
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