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Poggio Bonizio, una quasi città: Il sigillo del maggiorente Scotto
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La matrice
Come la maggior parte delle matrici è in bronzo, anche se il colore quasi argentato fa pensare all'introduzione di piombo. La forma è "a scudo triangolare", le misure 23 x 28 mm.
Sul recto la legenda è inquadrata da un doppio filetto: quello esterno è liscio ed è assente lungo la base del triangolo; quello interno è decorato con punzonature e delimita anche il campo, occupato da uno scudo triangolare con croce di Sant'Andrea. Il verso è privo di decorazioni e dotato di una presa fissa con ansa circolare (diametro 4 mm) per l'immanicatura o la sospensione.
La legenda
La legenda, ad intaglio, in lettere moderne, si svolge lungo il giro del tipario:
+ S(igillum) (punto triangolare) SCOTII BONCOMPAGNI
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Il proprietario
Scotto Boncompagni compare in due documenti, datati rispettivamente al 1226 e al 1252. Il primo è un Giuramento dei Consiglieri di Poggibonsi che promettono alleanza con il Comune di Siena; qui Scotto Boncompagni compare come testimone.
Il secondo si tratta di un inventario di beni di tal Simone Guicciardi, redatto dal notaio Ildebrandino da Ricovero a favore dei figli eredi. Scotto Boncompagni è nominato come confinante di "una casa posta «in aio della Senese» di proprietà del dufunto Guicciardi.
Il suo nome non compare invece nella lista dei notai di Poggio Bonizio della metà del XIII secolo e del resto neppure la legenda del tipario riporta la qualifica lavorativa.
Sembrerebbe quindi una matrice a carattere esclusivamente privato, anche se bisogna ricordare che spesso, ma soprattutto nei piccoli centri, addirittura il podestà o il giudice potevano omettere la professione, in quanto universalmente noti.
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