Università degli Studi di Siena

Poggio Imperiale - Il territorio - Abbazia di Marturi

Marturi, sede castrense e abbaziale, fu fondata (o più probabilmente rifondata) alla fine del X secolo per volere del marchese Ugo di Tuscia.


Alla metà dell'XI secolo il monastero era già un centro importante; aveva sviluppato un cospicuo patrimonio fondiario sia in Val d'Elsa sia fuori della Toscana.


Nel 1155, in coincidenza delle prime opere apprestate per la fondazione di Poggio Bonizio, Firenze attaccò la zona e distrusse il castello di Marturi.

Le proprietà dell’abbazia non risentirono dell’episodio e con lo sviluppo del nuovo centro, Marturi adattò la sua politica patrimoniale alla nuova dimensione assunta dal popolamento e dalla rete insediativa.


I monaci aprirono un nuovo fronte di attività; si impegnarono in una continua compra-vendita e permute di terreni e di case posti sia fuori che dentro Poggio Bonizio; inoltre concedevano spesso in affitto spazi aperti dentro e fuori dal circuito murario castellano e nei suoi borghi, affinchè vi venissero costruite altre case.


La situazione economica dovette precipitare con i guasti conseguiti all'assedio e all'occupazione di Poggio Bonizio da parte delle truppe francesi nel 1267 e dopo la feroce distruzione fiorentina del 1270 che lasciò in piedi solo il vecchio Borgo Marturi (odierno Poggibonsi).


Dal XIV secolo la decadenza non sembra arrestarsi e nel 1479 Marturi subì gravi danneggiamenti per l'assedio portato dal Duca di Calabria nella sua guerra con i fiorentini.


L'incuria ed il deterioramento a cui andò soggetto il complesso nei secoli successivi fecero si che Marturi fosse ceduto a privati e ridotto ad uso agricolo.

Nel 1886 vennero riedificate le mura e ricostruito l'intero stabile in stile neogotico, risparmiando solo una parte dell'antico chiostro.