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Poggio Imperiale - Il territorio - Papaiano
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Un atto di compravendita redatto in data marzo 971 ci informa dell'acquisto, da parte di Ugo marchese di Toscana, di una parte della corte, del poggio e del castello di Papaiano con la chiesa di Sant'Andrea di proprietà di un tale Uunisi-Guinizo.
Guinizo, con tale vendita, era riuscito a rivendicare la parte dei beni paterni spettantigli per eredità; il padre Azzo, signore di Papaiano, era stato ucciso dal fratello Ugone per sposarne la moglie ed impadronirsi del suo patrimonio.
Nell'anno 989, Papaiano risulta invece citato come «villa», quindi un villaggio aperto. Ma con la donazione del 10 agosto 998 di Ugo a Marturi, a seguito della quale le proprietà di Papaiano passarono ai monaci, il toponimo si legava nuovamente ad una forma insediativa tipo castello.
Il castello alla fine dell'XI secolo apparteneva però ancora ad esponenti della nobiltà locale e nel settembre 1089 Mingarda di Morando lo donò ad un Giovanni da Benzo; dal documento veniamo a conoscere l'esistenza di una seconda chiesa (una cappella) dedicata a Sant'Angelo.
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Dallesame del documento sembra che la chiesa fosse localizzabile presso il fabbricato posto a monte della chiesa di SantAndrea che nel Catasto Leopoldino del 1825 era denominato Castellare; tale fabbricato non mostra comunque elementi riferibili a una chiesa medievale.
Da atti redatti nel XII e nel XIII secolo veniamo a conoscere alcune caratteristiche topografiche del suo circondario ed alcune località individuate attraverso quella toponomastica minore oggi in gran parte scomparsa: l'esistenza di una zona paludosa o acquitrinosa (nel 1176 fu venduta una terra nel padule di Papaiano), di un mulino (nel 1221 gli abitanti di Papaiano parteciparono al giuramento di alleanza prestato da Poggio Bonizio a Siena e fra i testimoni compare un «Rector de Papaiano, rector molendinorum»), di spazi messi a coltura adiacenti alle fortificazioni (nel 1225 furono venduti un terreno a Papaiano confinante con le mura castellane ed un secondo terreno in località la Fonte di Papaiano presso lo Staggia), la presenza di una strada che congiungeva il castello all'insediamento di Luco (nel 1237 fu venduto un pezzo di terra in Campo dell'Abate presso tale via), di un ponte (nel 1239 fu venduta una vigna in Campo dell'Abate al di là del ponte di Papaiano).
Sconosciute sono invece le vicende successive del centro castrense, del quale oggi rimangono realmente scarsissime indicazioni, soprattutto la parte di una torre, fortemente degradata, incorporata nel podere Castellare.
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