Nel 1086 fu donata al monastero di Isola una «portione de curte de Liche cum ecllesia sancte Marie». Ritroviamo dunque Lecchi al centro di una curtis dotata di chiesa.
Il villaggio tra l'ultimo quindicennio dell'XI secolo e la metà del XII secolo venne poi fortificato.
L'albero genealogico dei Lambardi, contenuto nel cartulario della Badia a Isola indica infatti Lecchi come centro curtense incastellato: il «Castellum de Leke» e la «curte de Like»; il monaco che redasse la pergamena tracciò anche una rappresentazione sotto forma di una costruzione rettangolare merlata con porta sormontata da un arco a tutto sesto.
In seguito non si hanno più tracce documentarie del castello, nè si conoscono le vicende a cui andò incontro.
La chiesa di Lecchi, intitolata a Santa Maria, è ricordata come sottoposta alla pieve di Sant’Agnese in Chianti nel 1056.
Successivamente la parte di chiesa di Sancte Marie de Liche pertinente a una certa Fiopia viene donata nell’aprile 1086 al monastero di Isola.
Nelle decime della fine del Duecento-inizio del Trecento compare come suffraganea della pieve senese di Sant’Agnese.
Nel corso dei secoli XI e XII, insieme al villaggio, entra nella giurisdizione della Badia a Isola; compare ancora nel patrimonio del monastero nel 1446, al momento dell'unione di quest'ultimo con il monastero Sant'Eugenio.
L’attuale edificio, preceduto da un avancorpo ottocentesco non presenta in vista elementi architettonici riferibili al Medioevo.