In realtà uno scavo archeologico in corso, coordinato dall’Università di Siena, sta mostrando una frequentazione della collina molto più antica, iniziata probabilmente nell’età della transizione tra tardaantichità ed alto medioevo.
Tale proprietà non fu oggetto di alcuna divisione ereditaria, restò integra nel suo complesso e fu trasmessa in linea maschile sino ad Ildebrando; prima del 953 Isalfredi (padre di Ildebrando) costruiva una chiesa «in onore sancte Marie» nella curtis di Staggia.
Questo atto sembra indicare che Staggia era stata definitivamente scelta per rappresentare il nucleo principale della dinastia, almeno dalla prima metà del X secolo.
Con Ildebrando Staggia assurge definitivamente al ruolo di nucleo patrimoniale forte e centrale nel novero delle proprietà fondiarie dei Lambardi.
Ava, vedova di Ildebrando fonda Isola nel 1001, nel tentativo di concentrare la famiglia e garantire l'unità dinastica, impedire la dispersione ereditaria dei beni che erano articolati su più castelli posti in una complessa serie di confini distrettuali (contee di Volterra, Firenze, Fiesole e Siena) e distribuiti almeno in trentuno località, conservando così una potente base di dominio giudicata fondamentale per accedere alle investiture perseguite.
Lo sviluppo di un castello a Staggia, fortificando la corte esistente, dovrebbe essersi realizzato con Ildebrando, nel momento di maggiore ascesa della famiglia, quindi prima del 994 e dopo, o intorno, al 953 (anno in cui egli faceva già parte della cerchia del marchese Oberto).
In questo periodo il castello probabilmente era ancora un'insediamento sviluppatosi solo da poco.
Non doveva rappresentare ancora l'entità principale di identificazione amministrativa della proprietà: la curtis, nonostante l'avvenuta trasformazione materiale, continuava verso la fine del X secolo a connotarsi come un concetto ancora forte e preponderante.
Nei decenni successivi la vita del castello fu strettamente legata alle vicende della famiglia dei Lambardi, connotata dalle deluse aspirazioni di innalzamento nella cerchia delle famiglie comitali dell'XI secolo, dalla dispersione del patrimonio e dalla progressiva estinzione della discendenza maschile definitivamente realizzatasi prima della fine del XII secolo.
Il castello e la sua corte, già frazionati in più mani, iniziarono così, verso la metà dell'XI secolo, ad entrare nel patrimonio dell'Abbadia a Isola per mezzo di acquisti e di donazioni.