Università degli Studi di Siena

Poggio Imperiale - La vegetazione - l' orniello

Albero caducifoglie della famiglia dell’olivo (Oleaceae) che non supera i 15 metri d’altezza, con chioma arrotondata ed espansa.

Ha il tronco dritto con corteccia liscia e grigiastra.
Le foglie dell’orniello sono opposte e composte da 5–9 foglioline.

I fiori bianchi formano pannocchie dense, fortemente odorose; il frutto è una samare lanceolata che viene facilmente dispersa dal vento.

E’ la specie di frassino più diffusa in Italia.

Forma raramente boschi puri e di solito lo si trova nei boschi misti di latifoglie (carpini, roverella, cerri, leccio) e nelle boscaglie aperte termofile della fascia submediterranea; raggiunge i 1400 metri nell’Appennino meridionale, mentre sulle Alpi (dove è ugualmente diffuso) non supera i 600 metri.



E’ una specie poco esigente per quanto riguarda il terreno, adattandosi anche a terreni aridi, calcarei o argillosi, capace di colonizzare terreni nudi e rocciosi.

L’orniello è un albero ad elevata capacità pollonifera, cioè produce velocemente e facilmente nuovi ricacci (polloni) dopo essere stato ceduato.

Il suo legno è elastico e resistente, ma è anche un buon combustibile.

In Sicilia viene tuttora coltivato per la produzione della “manna”, una sostanza zuccherina che si ricava dalla linfa che fuoriesce dai tronchi incisi (solo degli esemplari dai sette ai dodici anni) e che si rapprende rapidamente all’aria sottoforma di una gomma giallastra.

Viene utilizzata in medicina come blando lassativo e dall’industria dolciaria per farne uno sciroppo.