Università degli Studi di Siena

Poggio Imperiale - La vegetazione - l' acacia

Questa pianta giunse per la prima volta in Francia, dall’America settentrionale, nel 1601, portata del francese Jean Robin (dal quale ha poi preso il nome), erborista del re Enrico IV di Francia, come albero ornamentale.

Fu introdotta in Italia agli inizi dell’800 e la sua coltivazione si è rapidamente diffusa fino a diventare spontanea in tutto il territorio.

Visto che cresce rapidamente anche sui terreni difficili (grazie all’espansione del suo apparato radicale) è stata usata a lungo per consolidare le scarpate delle ferrovie, o per i rimboschimenti in pianura.
La si può facilmente trovare lungo gli argini, nei boschi misti di querce e castagni.

Tende a comportarsi come infestante, sostituendosi rapidamente alla vegetazione locale, impedendo la crescita degli altri alberi e formando boscaglie dense e spinose povere di sottobosco erbaceo e di funghi.


A suo favore, va ricordata l’opera di miglioramento che può svolgere nei terreni poveri e degradati dove attecchisce, sia grazie all’azione di fissazione dell’azoto, sia concorrendo alla formazione di un buon terriccio con il deposito delle proprie foglie, che si decompongono rapidamente.

È un albero della famiglia delle Leguminosae che raggiunge i 20-25 metri d’altezza e i suoi rami tortuosi formano una bella chioma; il tronco, dotato di spine robuste, si fessura irregolarmente formando delle scanalature.

Il suo legno è duro, ottimo per la robustezza e la ricchezza di tannini che lo rendono resistente all’umidità; tuttavia in Italia è utilizzato soprattutto come combustibile o per farne pali e liste per pavimenti. Oggi la robinia si trova diffusa in tutta Italia fino ai 1000 metri d’altitudine.

Il fiore, particolarmente bello con i suoi grappoli bianchi, lo si può ammirare da maggio a luglio e il miele prodotto dal suo nettare è particolarmente apprezzato. I suoi fiori si possono mangiare fritti in una pastella dolce, ma è bene farne un uso limitato, in quanto l’acacia è una pianta velenosa.