Testimonianze documentarie eterogenee attestano come negli anni 30 del Duecento il controllo signorile esercitato dai Pannocchieschi conoscesse i primi sintomi di una crisi (emigrazione verso il vicino centro urbano di Massa, allepoca in forte espansione).
La crisi dei poteri signorili doveva legarsi ai problemi della riorganizzazione dellestrazione e della lavorazione dei minerali, che richiedeva investimenti sempre nuovi e risultava vantaggiosa solo a scale di intervento sempre maggiori.
Nel tentativo di adeguarsi alle nuove necessità di mercato, negli anni 60 del Duecento i signori della Rocca acquisirono diritti sulle miniere del vicino castello di Cugnano. Tale operazione non valse comunque ad arginare la crisi produttiva, anche per lincapacità e limpossibilità di allestire opifici metallurgici che sfruttassero lenergia idraulica.
Tra il 1298 e il 1315 Massa riuscì ad assicurarsi il controllo su Rocchette acquistandone quote di proprietà. Ora la documentazione sul castello diviene più ricca, consentendo considerazioni sul paesaggio agrario.
Forse le iniziative di ripopolamento condotte dal comune di Massa, per gli anni 40 del Trecento, erano improntate ad una organizzazione agraria a "terroir" con poderi facenti capo a famiglie contadine residenti nel castello. La documentazione attesta comunque, anche dopo la crisi demica di metà del Trecento, la persistenza di una comunità nel castello, interessata, tra laltro, al restauro della propria chiesa.
Testimonianze di un abbandono definitivo di Rocchette sembrano risalire solo al 1443.