Gli interventi di età moderna presentano dinamiche distinte a nord ed a sud del muro US 16 (Sezione 1 S-S-O e Sezione 2 N-N-E).
Nella sezione sud sono visibili tre distinte fasi di utilizzo e sistemazione di quest’area, che presentano però materiale rimescolato, databile dalla seconda metà del XV secolo sino alla fine del XIX secolo.
Il primo intervento sembra essere stato finalizzato alla creazione di un piano omogeneo (US 10) in una zona contraddistinta, in precedenza, da una forte pendenza.
In seguito, su questo piano venne impostato un piccolo muro in laterizio e pietra (US 8), probabilmente per segnalare un confine di proprietà, e gettato un nuovo piano d'uso (US 9), che giunge sino alla cresta del muro stesso, sfruttato come livello ortivo vista l’alta percentuale di inclusi organici presenti.
Quest’area subì una successiva risistemazione per creare un nuovo terrazzamento. In pratica venne steso un nuovo livello di terra (US 7), sul quale fu impostato un muro (US 3) di pessima fattura, per realizzare, ad ovest di quest’ultimo, un piano rialzato (US 2, 4, 5, 6). Ad est del muro, invece, venne sfruttato come piano di calpestio, ma ad una quota inferiore, il livello gettato in precedenza US 7.
A nord del muro US 13, invece, gli interventi di età moderna presentano due sole fasi.
Una prima fase vede la messa in posa di un muro (US 28) che presenta due fatture distinte: verso est il paramento (USM 2) è composto esclusivamente da laterizi posti in opera su filari perfettamente orizzontali e paralleli, privi di decorazioni e con dimensioni medie di 29,5 cm di lunghezza e 6,5 cm di altezza; verso ovest invece presenta un paramento costituito in prevalenza da pezzame di pietre inframmezzate da frammenti di mattoni utilizzati come zeppe negli spazi tra la muratura. Questa differenza sembra funzionale alla destinazione del muro che probabilmente fu eretto per delimitare uno spazio privato rialzato (US 29), posto ad ovest del muro, che coprì questa parte, perciò su questo lato non doveva necessitare di un paramento particolarmente curato, mentre ad est il muro rimaneva a vista ad una quota decisamente superiore rispetto al piano di calpestio esterno in fase con quest’ultimo (US 26). L’emergenza, per esigenze costruttive di cantiere, è stata rimossa.
Lo spazio posto immediatamente ad est del muro US 28, sembra in seguito essere stato utilizzato come zona di scarico come evidenziano due livelli di accumulo (US 23, 24) contraddistinti da una forte pendenza verso est, nonostante la presenza del piano US 26.