L’indagine archeologica ha evidenziato un’area interessata prevalentemente da livelli di accrescimento ed interventi di natura antropica di età moderna e contemporanea, conservati per un’altezza media di ca 3 m, come emerso dalla ripulitura delle sezioni sud (Sezione 1 S-S-O), nord (Sezione 2 N-N-E, Sezione 3 N-N-E) e dai lacerti di murature conservati al di sotto di queste. Il materiale, compreso in quasi tutti questi strati (ceramica, metalli), è databile prevalentemente a tale intervallo cronologico. Tra le ceramiche recuperate, ad esempio, sono presenti maioliche tarde, invetriate, ingubbiate e graffite.
Tracce più antiche sono invece emerse in pochi punti dello scasso: si tratta di alcune emergenze murarie mal conservate (US 13, US 15, US 16, US 18), inoltre un livello di cantiere (US 12) ed un piano di calpestio (US 27), databili alla seconda metà del XIV secolo sulla base delle maioliche arcaiche recuperate.
Non sembrano invece essere presenti tracce di frequentazione più antiche, come ha evidenziato un saggio, realizzato con mezzo meccanico e a piccone per una profondità di ca 2 mt all’interno dell’US 12. Questo strato attribuibile alle attività cantieristiche di seconda metà XIV secolo prosegue oltre la profondità del saggio ed è quindi probabile che tali interventi abbiano asportato le eventuali stratigrafie precedenti.
L’intera sequenza emersa mostra una continuità d’uso di un’area urbana, come spazio aperto, dal XIV secolo sino all’età contemporanea.