I reperti rinvenuti in questa parte del pozzo offrono un contesto omogeneo ascrivibile ad un arco cronologico, relativamente circoscritto, che va dalla prima metà del XIV agli inizi del XVI secolo.
Nella parte più bassa del pozzo i rapporti quantitativi tra le classi vedono una considerevole percentuale di maiolica arcaica seguita dall'acroma depurata e dall'acroma grezza mentre la ceramica invetriata è presente in quantità più modesta.
E' da segnalare inoltre la presenza di due esemplari di maiolica ispano-moresca riferibili a un arco cronologico compreso tra la metà del XIV e la prima metà del XV secolo.
E' importante sottolineare che probabilmente questa è la parte più integra del 'butto', quella che non ha subito sconvolgimenti: il quadro complessivo dei materiali recuperati quindi indurrebbe a collocare una prima fase d'uso della struttura a partire dalla prima metà del XIV secolo.
La continuità d'uso come 'butto' nel corso del '400 sembra confermata, nei livelli più alti, oltre che dal tipo di materiali, anche dalla variazione dei rapporti quantitativi tra le classi. In questi livelli infatti, aumenta la percentuale di ceramica invetriata e diminuiscono l'acroma depurata, l'acroma grezza e la maiolica arcaica.
A queste classi se ne aggiungono altre quali l'ingobbiata e graffita e la maiolica rinascimentale, esemplificata da diverse produzioni ceramiche, e la maiolica con 'decoro alla porcellana', caratteristica della prima metà del XVI secolo, epoca cui sembra riferibile anche un piatto istoriato con la figura di Cristo benedicente rinvenuto nella parte più alta della fase di butto.