L’indagine archeologica condotta dall’Istituto di Archeologia sul finire degli anni ‘settanta, ha investito l’angolo nord-est della fonte.
Lo scavo, organizzato in un reticolo di quadrati di 10 m. ulteriormente suddivisi in quadrati di 2 m, era finalizzato all’individuazione dei livelli di vita originali; l’indagine ha raggiunto in più punti una profondità di 4 metri e mezzo, senza però trovare i livelli di imposta della fondazione duecentesca della fonte.
Il rinvenimento di una falda acquifera ad una quota di 3 metri e mezzo sotto il piano di calpestio moderno, non permise di proseguire le indagini.
I depositi archeologici hanno evidenziato la presenza di numerosi strati di riempimento dovuti al dilavamento del soprastante rilievo, tutti databili ad un periodo posteriore il XVII secolo.
Sono state trovate inoltre le tracce di un sistema di canalizzazione collegabile ad un impianto idrico più complesso per lo smaltimento e la distribuzione delle acque nelle aree ortive circostanti: la fonte, ormai interrata da tempo, fu infatti utilizzata in epoca post-rinascimentale come cisterna.