Università degli Studi di Siena

Scavi urbani a Siena > Le fonti di Follonica: le indagini del 2003

Nel mese di Settembre 2003 è iniziata una collaborazione tra Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti ed il Comune di Siena, per indagare e ripristinare la Fonte di Follonica.

Il lavoro degli archeologi è finalizzato a ricostruire la storia edilizia del monumento, comprenderne la forma originaria e scavare le zone antistanti per capire la risorsa archeologica celata dall’interro secolare che raggiunge i 5-6 metri di profondità.

 

L’asportazione progressiva dei livelli di accumulo sta portando alla luce, nello spazio antistante la fonte, strutture in laterizi collegabili ad impianti idrici destinati a convogliare e distribuire l’acqua, databili tra il XVIII ed il XIX secolo.

In particolare si nota la presenza di un sistema di deflusso delle acque formato da una parte inferiore interrata dotata di un canale in laterizi voltato a botte e una parte superiore, a vista, con una canaletta di scolo.

Allo stesso periodo sono databili una serie di vasche, catini e pozzi per la decantazione delle acque, posti a breve distanza dall’impianto idrico.

Addossato al fianco est della fonte, nell’area occupata in epoca medievale dall’abbeveratoio, fu costruita in epoca moderna una vasca quadrangolare e il “trabocco” della fonte fu allargato per creare una nuova apertura.

 

In fase con queste costruzioni, si colloca un tentativo di restauro della fonte: la parte superiore della facciata fu “foderata” con un nuovo paramento in laterizi e dotata di arcate con ghiera a tutto sesto, oggi quasi completamente scomparse.

Fu costruito inoltre un nuovo accesso alla fonte, lungo il lato ovest, dotato di un ingresso “monumentale” e delimitato da una piccola scalinata.

Le arcate furono tamponate con murature in mattoni costruite con una sottofondazione di pali che, infissi nel terreno ricco di infiltrazioni d’acqua, davano maggiore stabilità alla muratura.

Sul terrazzamento a copertura delle volte fu costruito, forse in sostituzione della bicocca di epoca medievale, un edificio in laterizi dotato di aperture su tutti i lati.

Al centro della pavimentazione in cocciopesto fu creata un’apertura che sfondò le volte della fonte: una stazione di sollevamento dell’acqua, dotata di una macchina pompante, permetteva di utilizzare la fonte come cisterna.

Nell’area retrostante la fonte si nota invece assenza di stratificazioni antiche.

Recentemente, con la rimozione dei livelli di riempimento interni alla fonte, sono venute alla luce le originarie delimitazioni delle arcate: bassi parapetti in travertino su cui si impostavano le transenne che impedivano agli animali l’accesso alla vasca principale.

A breve distanza dalla facciata, lo scavo ha portato recentemente alla luce un tratto di muro in laterizi interrotto da gradini che consentivano l’accesso alla fonte dalla “platea” superiore.