Università degli Studi di Siena

Scavi urbani a Siena > Fortino delle Donne Senesi: interpretazione della stratigrafia dei saggi 1 e 2

Vista generale del saggio 1 a fine scavo

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Vista generale del saggio 2 a fine scavo

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Le stratigrafie presenti sia nel saggio 1 che nel saggio 2 presentano poche differenze e sono poco complesse.

Il materiale rinvenuto e le relazioni stratigrafiche permettono di darne una prima interpretazione.


Gli strati più antichi sono relativi alla costruzione del Fortino stesso, che risale secondo le notizie storiche fra il 1527 e il 1532 circa.

Sia il muro nord-ovest che il muro sud-est del Fortino proseguono su un’altezza di 3,60 m circa sotto il livello attuale della pavimentazione.

La fondazione sul lato nord-ovest è costituita da una muratura in malta posta sotto l’ultimo filare di mattoni e nettamente più larga rispetto al muro stesso.

Sull’altro lato, invece, gli ultimi mattoni posano sul tufo in posto nel quale era stato fatto un taglio sui 70 cm circa di profondità e 90 cm circa di larghezza.

Tale differenza fra le due fondazioni, è probabilmente in relazione con l’andamento naturale del tufo in posto presente sotto la struttura del Fortino e che ha un’andamento in pendenza verso Nord-Ovest.

Per questo è stato necessario al momento della costruzione scavare il tufo in posto nella parte Sud-Est (la parte più alta della collina), mentre nella parte Nord-Ovest (la parte più bassa della collina) è stato necessario costruire il rinforzo in malta nella fondazione per livellare la struttura.


Gli strati di terra marrone che troviamo immediatamente sopra le due situazioni di livellamento del terreno nei due saggi (saggio 1 US 7; saggio 2 US 8), molto probabilmente sono riferibili ad uno unico strato che circonda l’intero edificio e che copre le murature della struttura in fondazione.

Questi strati sono formati da terra di riporto per il livellamento della collina intorno alla struttura al momento del suo utilizzo.

Nel saggio 2, questo livello è coperto da uno strato di terra scura (saggio 2 US 7) che possiamo interpretare come il livello di calpestio della collina già in uso nel XVI secolo dopo la costruzione del Fortino.

La conferma degli studi preliminari sulle murature (altezza delle fondazioni più altezza delle bocche da fuoco dal terreno), confermano la quota della collina in concomitanza con l’US 7 del saggio 2.

Nella parte superiore dei saggi si trova un altro strato di colore marrone chiaro (US 6) che gira tutto intorno alla struttura.

Il materiale rinvenuto, poco numeroso, sembra però indicarlo come uno strato di riempimento, databile probabilmente al periodo di costruzione dei palazzi circostanti e della strada, quindi ai primi anni del XX secolo.


La sepoltura trovata nel saggio 2 si colloca dunque, secondo i primi dati della sequenza stratigrafica, fra il XVI e il XIX secolo, senza poter dare maggiori precisazioni ulteriori, vista anche la completa assenza di reperti intorno ad essa.


Infine, secondo le prime informazione raccolte, la pavimentazione moderna che costituisce la parte più alta della stratificazione risalirebbe intorno agli anni ’70 del XX secolo.