Università degli Studi di Siena

Scavi urbani a Siena > Fortino delle Donne Senesi: notizie storiche

All’inizio del Cinquecento, dopo la battaglia di Camollia (1526), il settore del circuito murario che più preoccupava il governo della Repubblica e che ricevette le più assidue attenzioni da parte del Peruzzi abbracciava la zona compresa tra il Prato di Camollia e la vallata di Fontebranda.


Il sistema difensivo che proteggeva questo settore  era dotato di due antemurali presso la Castellaccia di Camollia, detti ‘Portone di mezzo’ e ‘Portone dipinto’ (o ‘della Vergine’), nonché dalla omonima porta.



Ricostruzione 3D del Fortino

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Il Peruzzi doveva quindi progettare una serie di contromisure a protezione delle sopraelevazioni del Prato di Camollia e, a tal fine, costruì il Fortino oggi detto delle Donne Senesi.

Un ulteriore supporto in termini di difesa venne poi con la costruzione del fortino a Porta Laterina, la cui posizione dominava le propaggini meridionali del poggio di San Prospero verso la congiunzione delle valli di Fontebranda e di Pescaia.


Il bastione di Porta Camollia fu realizzato al fine di affiancare e sostenere l’azione di un’altra opera peruzziana, il fortino di San Prospero, oggi non più visibile.


Alle armi da fuoco montate sulle due fortificazioni erano stati assegnati settori di tiro probabilmente complementari ma solo il bastione di Camollia poteva controllare l’imboccatura superiore dell’omonima vallata.

Durante l’assedio del 1554-5 l’opera fu quasi sicuramente oggetto di attacchi violenti (come sembra testimoniare il prospetto anteriore della struttura, quasi completamente privo del rivestimento in mattoni del paramento esterno) ma non è improbabile che la sua distruzione sia avvenuta soltanto successivamente, quando il governo dei Medici impose una diversa disposizione del sistema difensivo della città e, conseguentemente, un nuovo assetto urbanistico della zona.


Inoltre, le recenti indagini archeologiche e storiche sembrano confermare l’ipotesi che la struttura fosse rimasta per buona parte interrata fino ai primi decenni del Novecento, e quindi riportata alla luce in alcune parti, forse in occasione della costruzione dell’attuale via de Montluc e delle case popolari ad essa adiacenti.

A quest’epoca è attribuibile la costruzione di un cancello posto a delimitare lo spiazzo tra il Fortino e gli edifici adiacenti, i cui cardini sono ancora visibili nelle murature esterne del fianco sud del Fortino.