Università degli Studi di Siena
Visibile in primo piano la zona adibita a dispensa

La stratigrafia mostra la presenza di un'abitazione in uso tra VI-VII secolo; ha pianta rettangolare, un alzato in terra battuta su una base in pezzame di pietra legata da grumi di calce e sabbia; il tetto, ad uno spiovente, era realizzato in materiale deperibile, i pavimenti in battuto di terra, il focolare circoscritto da pietre.

All'interno dell'edificio un'anfora di produzione orientale fungeva da dispensa per cereali mentre tra le restituzioni ceramiche si rinvengono reperti con ingobbiatura rossa.
La casa sorgeva nei pressi del muro di età augustea che risulta in disuso e soggetto a spoliazione.

Il quadro mostra senz'altro, pur nella sua limitatezza "spaziale" e pur nel suo valore relativo di campione, una prima ruralizzazione della città contemporanea alla decadenza delle strutture edilizie di età romana.
Il VI-VII secolo sembra rappresentare per Siena città l'interfaccia tra età tardoantica ed altomedioevo.


Le restituzioni ceramiche dell'abitazione di Piazza Duomo si inseriscono perfettamente nel quadro tracciato da Francovich e Valenti per la Toscana rurale e urbana.

Sino alla prima metà del VI secolo è dato osservare un quadro variegato nella circolazione dei diversi prodotti, caratterizzato dall'esistenza di aree dotate da modalità e capacità di accesso differenziate ai mercati; sono già riconoscibili particolarità sub-regionali ma, in generale, siamo in grado di constatare la presenza di una popolazione che affonda pur sempre le proprie radici in uno sfondo socioeconomico comune e tendenzialmente uniformato; in esso operano ancora fornaci che producono vasellame in serie, diffondendolo a medio-largo raggio.

Esiste quindi una duplice realtà: città e territori nei quali continuano a circolare grandi quantitativi di ceramiche sigillate norditaliche e africane, di anfore prodotte sia nel Mediterraneo occidentale sia nelle fornaci regionali, accanto a produzioni locali; città e territori nei quali le importazioni sono numericamente più limitate e dove le produzioni locali risultano invece in grande abbondanza.