Università degli Studi di Siena

Con la metà del XV secolo, l’Ospedale fu oggetto di una significativa ristrutturazione che vide l’ampliamento verso il fosso di Sant’Ansano della struttura.

In particolare, la corsia San Galgano fu dotata di un nuovo sistema di copertura, con volte a crociera tuttora visibili, mentre a livello pavimentale l’ampliamento è testimoniato dalla costruzione di una nuova volta, disposta con orientamento est-ovest perpendicolare rispetto ad una serie di volte più antiche.


Le volte a crociera che ricoprono l’attuale corsia di San Galgano - click per ingrandire

Sono state rinvenute consistenti tracce di cantiere relative a questo periodo; in particolare si segnala, per l’eccezionale stato di conservazione, il sistema di travature in legno sul quale si impostava l’impalcatura utilizzata dagli operai impegnati nella costruzione del soffitto e la sistemazione delle pareti.


Al termine dell’intervento edilizio, prima della posa in opera del piano pavimentale, le travature in legno sono state ricoperte con materiale di risulta. I reperti archeologici conservati in questi  livelli, così come il materiale di cantiere ivi presente, ci consentono di osservare la funzionalità di quest’area tra la fine del XIV secolo e la prima metà del XV secolo: infatti la maggior parte dei reperti provengono dalla demolizione delle precedenti strutture tardo trecentesche. Tra questi si segnalano numerosi macroresti (noci, nocciole, castagne, semi di zucca e forse di mela, vinaccioli, noccioli di pesca, di susine e di olivo), resti di incannicciato a tratti ancora unito a frammenti di intonaco, frammenti di legno, carboni, resti osteologici ed, infine, 12 fogli di pergamena. Di questi, 11 recano intestata la data 1380 mentre uno sembra essere stato redatto, in base al tipo di scrittura conservata, intorno agli anni 1270-1280 (secondo quanto suggerito dalla dott.ssa R. Mucciarelli).


In questo periodo, la corsia assume l’attuale conformazione, come suggeriscono i resti di un piano pavimentale, che ricopre l’intera superficie, del quale si conserva unicamente il materiale legante (un piano di malta) recante le impronte lasciate dai mattoni.