Università degli Studi di Siena

Scavi urbani a Siena > Ospedale S. Maria della Scala: periodo altomedievale

Per i secoli VI, VII e VIII, lo scavo ha

mostrato un notevole accrescimento dei depositi che obliterano i resti degli edifici più antichi.


Tali depositi sembrano proporre il modello già formulato per molte città italiane nel momento di passaggio tra tarda antichità (in Italia settentrionale già dal III secolo, qui a Siena a partire dal V) ed alto medioevo: una “crescita in verticale” dei livelli urbani con accumulo di strati neri ricchi di materiale organico decomposto che vanno ad obliterare le stratigrafie imperiali.




Ricostruzione della zona in età altomedievale - Studio InkLink Firenze click per ingrandire (268 KB)

Al loro interno è stata riconosciuta una chiara successione di scarichi e piani d’uso tagliati da buche di palo o da strutture con basamento in pietra ed alzato ligneo.


In particolare, a ridosso del balzo che si getta nel fosso di Sant’Ansano è stato trovato una struttura muraria a secco che riutilizzava materiali eterogenei (blocchi di calcare ricavati dagli antichi edifici romani, frammenti di tegole e di anfore) e che probabilmente costituiva il basamento di una palizzata lignea, posta a protezione della parte alta della collina.
Questa struttura sembra databile tra il VII e la seconda metà del IX secolo, quando, ormai in epoca carolingia e persa probabilmente la sua funzione, crolla.


Una testimonianza della Siena di IX secolo ci viene fornita anche dalle fonti storiche: sappiamo infatti che nell’833 era conte della città un certo Alderat, mentre tra l’867 e l’881 la stessa carica è coperta dal conte Guinigi.
Di particolare importanza è stato il rinvenimento di alcuni
frammenti di vetrina pesante databile tra la seconda metà del IX ed il X secolo. Questo tipo di produzione ceramica, fino ad oggi sconosciuta per la città di Siena, testimonia contatti commerciali con il Lazio o quanto meno con la Toscana meridionale.


Il versante collinare ritorna a mostrare tracce di abitato tra la fine del IX e il X secolo d.C. Nel IX secolo Piazza Duomo era costituita da terrazzamenti costellati di capanne in legno, lungo una strada che risaliva il pendio.
Queste strutture hanno lasciato impronte sul terreno:
buche di palo di forma circolare, con rincalzi in tufo giallo.


Tra queste capanne in legno dovevano trovarsi anche tracce di strutture murarie in pietra. Sicuramente era ancora in vista parte dell’abside occidentale delle terme romane. Questa struttura subisce nel corso del X secolo un nuovo intervento di demolizione, come dimostra il rinvenimento di alcune buche di palo che, per il loro andamento curvilineo, sembrano riferibili ad un ponteggio ligneo funzionale allo smontaggio di ciò che rimaneva dell’antico ingresso.


Poco più a est è costruito 'ex novo' un altro muro in pietra, reimpiegando materiale da costruzione romano.
Sicuramente doveva far parte di un edificio forse di tipo pubblico ed anche di un certo rilievo, come suggerisce la particolare cura nella messa in opera e nella rifinitura del paramento esterno, nonché l’abbondante uso di malta.





Passaggio dall'età tardoantica a quella altomedievale

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