Lo scavo di emergenza è stato avviato a causa del rinvenimento, all’interno di tre trincee realizzate per la costruzione di un nuovo sistema di riscaldamento, di reperti archeologici e di un plico di manoscritti redatti nel corso del 1380. In corso di studio presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Siena il pacchetto è composto da 11 pergamene divise in due blocchi di tre e di otto fogli.
Oltre al consistente ed “inconsueto” recupero di ecofatti (soprattutto botanici), l’intervento archeologico ha permesso di approfondire e comprendere alcuni aspetti legati alla storia del monumento cittadino, quali l’evoluzione del complesso bassomedievale del Santa Maria della Scala, in particolare la sua espansione trecentesca, già documentata dalle fonti storiche e dalle recenti indagini archeologiche ed architettoniche condotte dal Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti nei piani sottostanti. Il confronto con le fonti documentarie ci permette, ad esempio, di cogliere con accuratezza la disposizione tre-quattrocentesca della corsia di San Galgano e dell’adiacente stanza detta “corsia Sant’Ansano”.
Entrambe sono state, infatti, descritte alla fine del XIV secolo dal reverendo Sigismondo Titio, per conto dello Spedale di Milano, la cui istituzione era interessata al funzionamento della struttura senese (G. Macchi, Origine dello Spedale di Santa Maria della Scala di Siena, conservato in AASS, Ms.D.113; ringraziamo la dott.ssa Beatrice Sordini per la segnalazione e per l’attiva collaborazione nella comprensione del contesto).
L’intervento archeologico ha in realtà messo in luce un arco cronologico più ampio, compreso tra la seconda metà del XIII secolo - periodo in cui la stanza non era ancora entrata a far parte dei beni dell’istituzione ma costituiva il secondo piano di una residenza civile e l’età contemporanea. In questo intervallo l’area attualmente occupata dalla corsia di San Galgano è stata oggetto di consistenti cambiamenti strutturali.
Sono stati identificati sei diversi interventi edilizi, corrispondenti ad altrettante trasformazioni del monumento. La suddivisione per periodi, elaborata in base al deposito archeologico ed alle evidenze architettoniche, si articola in:
Periodo I - XXI secolo
Periodo II - XVIII ca.
Periodo III - XV secolo
Periodo IV - fine XIV - prima metà XV secolo
Periodo V - XIV secolo
Periodo VI - seconda metà XIII - inizi XIV secolo
L’intervento archeologico ha inoltre previsto la setacciatura dei livelli indagati, operazione curata sistematicamente dal dott. Giuseppe di Falco e che ha garantito un consistente recupero di reperti archeologici, principalmente ecofatti, attualmente in corso di studio presso il Laboratorio di Archeologia Ambientale del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti di Siena.