In estrema sintesi avevamo bisogno di una soluzione che permettesse di relazionare e interrogare tutti questi tipi di informazioni, collocate in uno spazio dotato di coordinate geografiche. La soluzione è stata trovata nell’adozione di un software (Autodesk Map 3D) che ci ha consentito di creare una piattaforma GIS tridimensionale dello scavo e del territorio circostante.
Come base di questa piattaforma è stata utilizzata una cartografia georeferenziata del territorio (IGM e CTR in formato vettoriale e raster) e il CAD dello scavo (composto dai rilievi delle singole US) (tav. 1). A queste rappresentazioni grafiche delle entità topografiche e archeologiche è stato poi associato un database che contiene tutte le informazioni che comunemente sono raccolte nella documentazione cartacea di un cantiere archeologico e quelle prodotte con lo studio dei reperti (schede e fotografie) (tav. 2).
L’utilizzo di una piattaforma GIS non si è rivelato funzionale solo all’archiviazione delle informazioni, ma ha permesso anche di eseguire ricerche più o meno complesse sui dati e di creare rapidamente cartografia tematica (piante di periodo e di fase, carte di distribuzione dei reperti, etc.) (tav. 3).
La tecnologia informatica è stata anche impiegata nella fase documentazione degli strati: in particolare i rilievi delle singole unità stratigrafiche sono stati realizzati utilizzando una stazione totale, strumento che, consentendo la registrazione tridimensionale di punti nello spazio, permette di rilevare con estrema esattezza la stratigrafia (tav. 4).
Proprio la rappresentazione tridimensionale delle entità archeologiche ha consentito di calcolarne non solo il perimetro, ma anche l’andamento della superficie e il volume. Questa metodologia si è rivelata particolarmente utile nel caso in cui abbiamo dovuto rilevare delle unità stratigrafiche murarie.
Per la caratterizzazione di piani di vita, murature e crolli sono state scattate fotografie, il più possibile zenitali, che poi sono state raddrizzate e posizionate sul rilievo informatizzato, per essere vettorializzate (tav. 5).
Riassumendo, l’applicazione di queste nuove tecnologie allo scavo di San Genesio, per la documentazione e la gestione dei dati ha qualitativamente migliorato la gestione dello scavo soprattutto per quel che riguarda:
- la velocità (la rimozione degli strati e l’informatizzazione dei rilievi avviene in tempi brevi)
- la precisione (un rilievo eseguito con uno strumento ad alta precisione, come una stazione totale, produce uno scarto di errore minimo rispetto ad un rilievo eseguito a mano);
- la quantità dei dati rilevabili (tramite la strumentazione a disposizione è possibile rilevare anche la terza dimensione di ciascun elemento);
- la corretta e completa gestione di tutte le informazioni;
- l’analisi incrociata dei dati.