Il legno recuperato è stato inizialmente dilavato da un getto d’acqua demineralizzata per eliminare le impurità terrose rimaste dalla vagliatura. Dopodiché si è provveduto ad immergerlo in una soluzione disinfettante ed antifungina costituita da TX 174 (2(idrossi metil ammino) etanolo) al 30% e acqua demineralizzata, atta ad evitare l’attacco di funghi e batteri decompositori che si sarebbe potuto innescare in conseguenza del passaggio dall’ambiente anossico dell’acqua e dei sedimenti del pozzo, ad uno marcatamente ossigenato. In tale soluzione i reperti vi sono rimasti per circa una settimana; successivamente si sono scelte due linee di intervento.
La prima, per i pezzi più grandi e significativi, destinati forse alla musealizzazione, ha cercato di consolidare il materiale organico per permetterne la conservazione in ambiente aerobico normale. Il restauro ha mirato al consolidamento del legno intriso di acqua sostituendo le molecole del liquido impregnanti i tessuti lignei con la resina vinilica Paraloid B72 associata ad una azione disinfettante antibatterica e fungicida ottenuta sempre con il TX 174. Prima dell’intervento da ogni reperto è stato campionato un frammento, conservato in acqua distillata e TX, per permetterne le successive analisi qualitative. Il restauro si è articolato su 12 settimane organizzate in 4 step da 3 settimane:
1° STEP (Paraloid B72 2%):
TX 174 2 %
Alcool etilico 49 %
Acetone 44 %
Paraloid B72 in acetone 40% 5 %
2° STEP (Paraloid B72 5%):
TX 174 2 %
Alcool etilico 49 %
Acetone 36,5 %
Paraloid B72 in acetone 40% 12,5 %
3° STEP (Paraloid B72 10%):
TX 174 2 %
Alcool etilico 48 %
Acetone 25 %
Paraloid B72 in acetone 40% 25 %
4° STEP (Paraloid B72 20%):
TX 174 2 %
Alcool etilico 48 %
Paraloid B72 in acetone 40% 50 %
La seconda linea d’intervento, per il restante materiale, continuerà invece la conservazione in ambiente umido; dopo il bagno antimicotico, i reperti sono stati infatti immersi in acqua demineralizzata in contenitori rigidi siglati ed identificati.