...ad Ecclesiam Sancti Genesii
Archeologia e storia di una grande pieve altomedievale della Toscana
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Le ricerche archeobotaniche presso il sito di San Genesio mireranno a ricostruire il paesaggio storico, locale o prossimo al borgo, nella sua evoluzione diacronica, e a chiarire la presenza e la diffusione delle specie vegetali nella bassa valle dell’Arno, quindi un confronto tra il paesaggio attuale e quello passato in rapporto sia ai cambiamenti climatici che alle massicce modificazioni antropiche. Parallelamente verrà preso in esame il ruolo dell’uomo in tale contesto, la sua intrusione sui processi di trasformazione e diffusione delle specie vegetali, per ricostruire tutte le vicende etnobotaniche dall’età classica al basso medioevo: abitudini alimentari e condizioni di vita, economia e agricoltura, cultura materiale e stato sociale.
In futuro, le analisi specifiche saranno eseguite nel Laboratorio di Archeologia Ambientale del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università degli Studi di Siena, sotto la direzione scientifica del dott. Gaetano Di Pasquale.
L’AREA 10000
Il materiale botanico si presentava in buono stato dato che l’ambiente anaerobico del substrato era ideale, per la conservazione,; il sedimento si trovava, infatti, ancora immerso nella falda acquifera da cui pescava il pozzo. Tutto il sedimento campionato è stato sottoposto a lavaggio e vagliatura con setacci fino a 2 mm nei locali del Gruppo Archeologico di Montelupo Fiorentino (Fi).
I dati sono limitati anche perché risentono di una campionatura effettuata utilizzando setacci con maglie di 2 mm; sono perciò andati persi gli eventuali reperti carpologici più piccoli. Gran parte delle piante infestanti o di significato ambientale hanno semi/frutti più piccoli di 2 mm, poche sono invece le specie utili: cereali, leguminose e frutti hanno genere semi o noccioli di maggiori dimensioni. Non sembra quindi che si sia persa la documentazione di una grande varietà di altre piante da frutto: castagne, ciliegie, meloni, mele e pere, reperti spesso presenti in contesti analoghi, hanno semi e noccioli di dimensioni superiori ai 2 mm. I semi di fico, frequentissimi in genere in contesti analoghi, possono essere stati persi.
I legni sono stati esaminati sui tre piani fondamentali, trasversale, longitudinale e radiale, al microscopio ottico, con ingrandimenti da 50x a 800x. Per questi reperti la determinazione della specie è avvenuta mediante atlanti e collezione di confronto.
Semi e frutti sono stati esaminati allo stereomicroscopio, con ingrandimenti da 6,3 a 57x, e determinati nella specie mediante raffronto con atlanti, articoli specialistici e collezioni di confronto. L’analisi tassomica è stata effettuata sia su basi morfologiche semplici (forma, struttura anatomica, ecc.) sia utilizzando criteri statistici, cioè analizzando i parametri morfometrici dei reperti e confrontandoli coi dati di altri scavi. In particolare sui vinaccioli di vite è stata effettuata un’analisi statistica finalizzata al riconoscimento di diverse varietà coltivate con caratteristiche ancestrali più o meno evidenti.
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