Archeologia e storia di una grande pieve altomedievale della Toscana
...ad Ecclesiam Sancti Genesii

 


 

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La schedatura
La schedatura è il punto di partenza per lo studio dei reperti metallici. La compilazione della scheda (esemplificata qui di seguito) è funzionale alla creazione di un database all’interno del quale sono contenute tutte le informazioni riguardanti gli oggetti. La gestione dei dati tramite il database facilita la ricerca delle informazioni che più interessano e permette di calcolare la percentuale dei vari tipi di reperti o dei materiali in funzione dei differenti periodi o delle aree del sito.
Il database non è quindi solo un contenitore, ma uno strumento per la ricerca e la valutazione della presenza e dell’uso dei metalli all’interno di un sito.
La scheda è costituita da più parti che prendono in considerazione ognuna un differente aspetto dell’oggetto esaminato.
- Riferimenti schedatura:
Ad ogni oggetto schedato viene assegnato un numero di inventario per identificarlo in maniera univoca all’interno del database.
I reperti ritenuti più interessanti per la creazione di una tipologia vengono disegnati per poi essere confrontati con materiali provenienti da altri scavi e altri contesti; questo permette di trovare esemplari simili che possono fornire nuove informazioni sulle datazioni, sull’utilizzo o sulla produzione.
- Riferimenti stratigrafici:
Sono tutti i riferimenti (Scavo, Area, numero di US, Anno) che contestualizzano ogni singolo oggetto schedato all’interno della stratigrafia.
Le indicazioni di Periodo e Fase permettono di attribuire il reperto ad un arco cronologico ben preciso dello scavo.
- Elementi tipologici:
Viene indicato il materiale costitutivo del reperto: ferro, lega di rame, argento, oro, piombo.
In seguito viene data una definizione sintetica dell’oggetto in questione, ad esempio martello, lamina, anello di catena.
Una volta che gli oggetti sono stati schedati si procede con la creazione della tipologia.
Tra tutti i reperti schedati vengono scelti, per ogni gruppo di oggetti (attrezzi agricoli, elementi di vestiario, ecc.), quelli più rappresentativi delle diverse caratteristiche per costruire l’insieme degli oggetti “tipo”. A questi tipi, che sono dunque dei semplici insiemi, verranno ricondotti gli altri oggetti che hanno le stesse caratteristiche morfologiche. I tipi vengono poi utilizzati per i confronti con il materiale di altri scavi già edito, per affinare la datazione e l’interpretazione degli oggetti. La tipologizzazione permette, ad esempio, di avere tre tipi di chiodi da trave ( Tipo 1, Tipo 2, Tipo 3), mentre in totale ne sono stati schedati trenta.
- Elementi descrittivi:
Sono una serie di campi che riguardano l’aspetto esterno del reperto ed i modi con cui è stato fabbricato.
Innanzi tutto si prendono in considerazione le tecniche di lavorazione: forgiatura, battitura, stampo (cioè fusione), o saldatura tra più parti metalliche.
Il reperto può presentare ulteriori trattamenti superficiali oltre a quelli riguardanti la semplice tecnica di produzione: doratura, punzonatura, incisione e sbalzo.
Nel caso in cui il reperto presenti delle decorazioni esse vengono definite e descritte.
Infine l’oggetto è descritto in maniera discorsiva in tutte le sue parti.
- Dati quantitativi:
Riguardano le misure (lunghezza, larghezza, spessori) dell’oggetto schedato.
Un dato importante è rappresentato dal peso, che viene indicato nel caso in cui si tratti di pesi da bilance o di punte di armi, ad esempio quadrelli di balestra o punte di freccia. È un’indicazione importante per poter studiare la forza d’impatto che potevano avere le armi da getto.
- Bibliografia:
Questa voce della scheda corrisponde alla nota bibliografica, vengono indicati i testi nei quali è possibile reperire informazioni riguardo alla datazione del reperto, alla sua funzione e al contesto in cui è stato rinvenuto.
- Categorie interpretative:
E’ la voce più importante della scheda perché riguarda l’interpretazione funzionale che viene data dell’oggetto. Le categorie sono:
- Armi
- Elementi pertinenti al cavallo e al cavaliere
- Sfera domestica
- Serramenti
- Oggetti relativi a strutture
- Attrezzi agricoli
- Strumenti artigianali
- Oggetti relativi ad altre attività (pesca, pastorizia, ecc.)
- Elementi di vestiario
- Elementi di applicazione
- Coltelli
- Chiodi
I coltelli e i chiodi sono stati inseriti in categorie a parte perché rappresentano oggetti polifunzionali a cui risulta difficile attribuire con sicurezza un'unica funzione.
A volte l’oggetto non è identificabile, perché molto ossidato o frammentato.

Analisi archeometriche

I reperti possono essere sottoposti ad analisi archeometriche per studiare la composizione chimica delle materie prime e le tecniche di lavorazione utilizzate.
Microscopia ottica metallografica: utilizzata per individuare, a livello di microstruttura, le tracce di lavorazione e i trattamenti termici e meccanici subiti in fase di lavorazione.
Raggi X: le radiografie effettuate sul reperto permettono di individuare eventuali decorazioni presenti al disotto dello strato di ossidazione; riparazioni fatte in antico (saldature, rivetti); difetti di lavorazione dovuti ad errori di fusione.
I campioni vengono scelti in base all’importanza dell’oggetto, allo stato di conservazione e alla probabilità di rintracciare particolari trattamenti e lavorazioni.
Infatti è più probabile che un oggetto destinato a sopportare determinati sforzi meccanici (come una spada) o che necessiti di differenti proprietà meccaniche nelle sue diverse parti (come un coltello) sia frutto di una ricerca tecnologica più accurata rispetto ad un oggetto semplice come un chiodo.
Le analisi permettono così di ricostruire il livello tecnologico dell’epoca e del contesto indagato.

Modano da sbalzo
Fibbie bassomedievali
Colatura in piombo per la posa in opera della colonna
BIBLIOGRAFIA SPECIFICA

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