Il progetto > Introduzione

Il territorio toscano possiede un patrimonio archeologico di epoca medievale di grande rilievo europeo, in parte conosciuto ed in parte ancora da scoprire e da valorizzare.
Comunque nel complesso della risorsa storico ed archeologica della Toscana,
il Medioevo occupa uno spazio vastissimo: ha infatti lasciato un segno indelebile sulla conformazione attuale della rete insediativa e su uno dei paesaggi più celebrati dalla cultura moderna e contemporanea, che trova nelle città di Siena, nelle sue campagne e nella Maremma una delle espressioni più significative.
In questo paesaggio, i resti materiali della storia si sono fossilizzati sul territorio come aree archeologiche, ma anche come ruderi monumentali o come tessuto ancora vitale nei dinamici centri storici della regione. Con questo patrimonio le diverse generazioni hanno trovato forme “civili” di convivenza, giungendo però non di rado anche a confliggere. Oggi è necessario trovare un nuovo equilibrio per rendere lo sviluppo contemporaneo compatibile con la conservazione di tale risorsa attraverso un’
ottimizzazione degli interventi conoscitivi e attraverso una sua intelligente ed economica fruizione.

Nuclei urbani, castelli, villaggi aperti, monasteri e chiese devono quindi essere analizzati e conosciuti in profondità, ma anche nel loro contesto territoriale ed ambientale. E’ necessario che questo vasto e dominante patrimonio sia ben individuato e vi si applichino le metodologie analitiche dell’archeologia più avanzata, sia sul terreno della diagnostica che su quello degli interventi di conservazione. Ma soprattutto è necessario che questo patrimonio diffuso sia inserito in una politica organica di valorizzazione capace di integrarlo nel suo paesaggio e con l’impiego delle innovative tecnologie informatiche. Soltanto attraverso tali strumenti è possibile integrare la complessità di “saperi” umanistici e scientifici con i nuovi bisogni di comunicazione e fruizione e soprattutto innescare sinergie virtuose fra uso intelligente della risorsa culturale e attività imprenditoriali compatibili con uno sviluppo sostenibile.
Il progetto “Archeologia dei Paesaggi Medievali” è articolato sia in fasi di ricerca sul campo che in laboratorio sia in sede di elaborazione e comunicazione dell’informazione; l’obiettivo è ottimizzare la conservazione e l’ ”uso” di quella grande risorsa culturale costituita dai paesaggi diffusi che hanno al centro rovine e monumenti medievali. Si stanno così
realizzando progetti di ampio respiro che troveranno collocazione in alcuni poli monumentali della Toscana meridionale, inseriti in una rete informatica di trasmissione delle informazioni, al servizio degli specialisti e soprattutto del grande pubblico.

A Siena, all’interno dell’Ospedale del S.Maria della Scala, il grande complesso monumentale di proprietà del Comune, in corso di restauro e di musealizzazione, verrà allestito un centro di documentazione concernente la storia della città e del territorio senese, oltre che del monumento stesso.

A Poggibonsi verrà aperto un parco archeologico di 12 ettari sulla collina della fortezza medicea di Poggio Imperiale dove, accanto all’area scavata per una estensione di oltre due ettari con le tracce di un villaggio altomedievale ed il nucleo urbano del castello signorile, troveranno posto un museo e un centro specializzato nel trattamento informatico del dato archeologico, che svolgerà attività finalizzata alla conservazione e alla valorizzazione del sito insieme ad una attività di formazione .

A Grosseto, nel cassero senese, troverà posto un museo della città, che raccoglierà le informazioni derivanti dal contestuale intervento di archeologia urbana andando a costituire un polo del progetto di parco territoriale della “Città diffusa”, che ha l’altro centro nella non lontana città abbandonata di Roselle.

Nella
Val di Cornia sarà invece realizzato un polo informatico per gestire ed illustrare le trasformazioni degli assetti di potere delle forme insediative e le diverse articolazioni dei sistemi produttivi imperniati sull’estrazione e la lavorazione dei metalli nel complesso bacino compreso fra l’Elba e le Colline Metallifere del Campigliese, dove si è esteso prima il dominio degli Etruschi e poi quello della famiglia comitale dei Della Gherardesca.