La tecnologia della maiolica arcaica:

la seconda cottura: analisi archeometriche degli scarti

Tra le maioliche arcaiche si osservano sia prodotti con difetti poco marcati che venivano commercializzati come seconde scelte sia scarti di fornace.

Le seconde scelte presentano corpi ceramici ben cotti, costituiti da quarzo, feldspati e miche. Gli smalti sono lisci, principalmente costituiti da silice (vetrificante), ossidi di piombo, sodio e potassio (fondenti), allumina e carbonati (stabilizzanti), biossido di stagno (opacizzante). La decorazione veniva effettuata con ossidi di ferro e di rame per le colorazioni verdi-azzurre ed ossido di manganese per quelle brune. Le vetrine sono chiare con composizioni simili a quelle degli smalti, ma contengono più allumina, meno ossido di sodio e una quantità minima di opacizzante.

Gli scarti di fornace presentano corpi ceramici frequentemente ipercotti, in cui sono talora riconoscibili alcuni minerali in fase di cristallizzazione. Gli smalti sono rugosi o bollosi, con contenuti maggiori di allumina, ossidi di potassio, ferro e rame, inferiori di ossido di piombo. Le vetrine sono scure e anch’esse con contenuti più elevati di carbonati e allumina.